Materia Rinnovabile numero 15 / marzo-aprile

Quando l'unione fa la forza

di Adrian Deboutière, Laurent Georgeault

Risparmio nell’uso di materie prime, trasformazione degli scarti in risorse, riduzione dei costi grazie alla condivisione di beni e servizi. Così il programma francese sulla simbiosi industriale permette alle aziende di diventare più competitive e migliorare le proprie prestazioni ambientali.

 

a cura dell’Institut de l’économie circulaire, Parigi www.institut-economie-circulaire.fr

 

Adrian Deboutière e Laurent Georgeault

 

Dagli inizi del 21° secolo, in Francia l’industria ecologica ha gradualmente integrato i campi scientifici e quelli politici; i primi progetti di ricerca-azione si sono limitati principalmente alla gestione dei parchi industriali. Ideato come programma sperimentale nazionale con lo scopo di rinnovare i metodi di simbiosi industriale in Francia in linea con le nuove riforme territoriali, il Pnsi (Programme National de Synergies Inter-entreprises) – durante gli incontri del G7 sull’efficienza delle risorse – è stato presentato dal ministero per l’Ambiente come programma principale per la competitività e la sostenibilità delle aziende francesi.

L’industria ecologica punta a integrare le attività economiche con i limiti degli ecosistemi: viene attuata attraverso la simbiosi industriale che in poco tempo è stata riconosciuta come un potente strumento politico in grado di migliorare sia la performance industriale sia quella ambientale nei territori. La simbiosi industriale rappresenta un’azione cooperativa tra diverse aziende: consiste nel condividere le competenze o ottimizzare i flussi di materia e di energia. Il recupero delle acque reflue e dell’energia, la sostituzione delle materie prime e dei minerali grazie al riuso o la condivisione di macchinari o conoscenze sono alcune delle sinergie alla base del programma nazionale francese per la simbiosi industriale. 

Il Pnsi è nato come programma guida dopo la conferenza francese sull’ambiente del 2013 che ha indicato l’ecologia industriale come una delle priorità della politica ambientalista francese, cosa che è stata ribadita nel 2015 dalla legge nazionale sulla transizione energetica. Messo a punto dall’Institut de l’économie circulaire, questo programma sperimentale è stato introdotto in quattro regioni (Nuova Aquitania, Bretagna, Normandia, Alvernia-Rodano-Alpi) e in zone selezionate di attuazione della simbiosi industriale in Francia. A differenza dei precedenti progetti che si concentravano su zone industriali ristrette per periodi limitati, in questo caso alle regioni è stato dato un ruolo di primaria importanza per assicurare la complementarietà, la coerenza e la continuità degli interventi a livello locale. La portata del coordinamento è in linea con le nuove competenze delle regioni in materia di sviluppo economico sostenibile stabilite dalla recente legge francese sull’organizzazione territoriale.

Il Pnsi contribuisce a rinnovare i metodi di simbiosi industriale in Francia rispondendo più efficacemente ai bisogni e alle restrizioni del mondo industriale. Mentre i precedenti esperimenti si basavano su un’analisi esaustiva dei flussi di materia per ogni azienda, il Pnsi si fonda su un metodo di collaborazione tra gruppi di lavoro di stampo britannico. Dall’inizio del programma nel luglio 2015, sono stati organizzati 15 incontri tra più di 500 Pmi e grandi imprese. Ogni azienda si è aggiudicata nuove opportunità economiche con benefici ambientali. In ogni regione è stato istituito un gruppo di esperti che aiuteranno le aziende a completare le sinergie: le aziende sono piacevolmente soprese nello scoprire che ci sono buone possibilità di creare numerose sinergie intersettoriali con le realtà imprenditoriali vicine. 

Anche il supporto tecnico e normativo può essere condiviso e fornito sia a livello regionale sia nazionale. Per esempio, le barriere amministrative relative alle sinergie individuate con il programma possono essere rimosse a livello nazionale. Gli esperti però devono collaborare fianco a fianco con le aziende per garantire il successo. In Francia, le Camere di commercio, gli amministratori e le associazioni locali esplicano questo ruolo di intermediazione. Inoltre, per condividere le migliori prassi sulla mobilitazione della aziende e per monitorare le sinergie è stata creata una rete nazionale di esperti di Pnsi. Le sinergie interregionali possono essere gestite anche quando non è possibile soddisfare i bisogni delle aziende a livello locale. 

A luglio 2017 i risultati del Pnsi saranno pubblicati e guideranno la strategia nazionale francese in materia di ecologia industriale. Già i risultati intermedi sono promettenti e corroborano il crescente slancio verso una simbiosi industriale nel territorio francese. Le autorità locali giocano un ruolo fondamentale nella transizione ecologica attraverso la pianificazione territoriale e delle politiche economiche. Certo, non hanno tutti gli strumenti operativi per coinvolgere le aziende locali in uno sviluppo sostenibile e nell’economia circolare. Il Pnsi dimostra che le aziende sono motivate a ridurre la loro impronta ambientale se fiutano un concomitante beneficio economico. Per questo la simbiosi industriale è stata definita come una politica intersettoriale efficiente sia dal G7 sia dalle raccomandazioni della Commissione europea sull’efficienza delle risorse. 

 

 

Programme National de Synergies Inter-Entreprises, www.pnsi.fr