Materia Rinnovabile numero 17 / luglio-agosto

Di questa casa non si butta niente

di Antonella Ilaria Totaro

Focus edilizia

 

Dal Regno Unito l’esperienza di Enviromate, il marketplace digitale che permette agli utenti di comprare, vendere o donare materiali edili avanzati. E così,dal 2015 a oggi, sono state rimesse sul mercato 8.000 tonnellate di “scarti” per un valore di circa un milione di sterline. 

 

Costruire e rinnovare gli edifici attraverso un mercato a ciclo chiuso (closed loop) basato sul surplus dei materiali e sul loro riutilizzo: è questa l’idea alla base di Enviromate. Creata da Reiss Salustro-Pilson e Nigel Van Wassenhoven nel Regno Unito, Enviromate è il mercato online, la piattaforma digitale dove condividere, sovraciclare e riutilizzare i materiali edili e per il fai da te, riducendo, di fatto, l’impatto dell’industria edilizia.

Il settore delle costruzioni è tra i più grandi contributori globali di rifiuti, produce oggi un terzo degli scarti a livello mondiale. Tenuto conto che il mercato edilizio mondiale è in crescita, il problema degli avanzi potrebbe peggiorare ulteriormente. Nel solo Regno Unito il 32% di tutti i rifiuti che finiscono ogni anno in discarica proviene dal settore edile per un totale di 120 milioni di tonnellate di rifiuti. Uno spreco, soprattutto considerando che la metà di questi scarti potrebbe essere facilmente riutilizzata e che circa il 13% di questi materiali finisce in discarica senza essere mai stato usato. Perdendo così, secondo alcune stime, l’equivalente di oltre 1,5 miliardi di sterline. 

Nel 2015 Reiss Salustro-Pilson e Nigel Van Wassenhoven, entrambi con esperienze nel settore edilizio, pertanto testimoni di quanto materiale riutilizzabile finisce in discarica, hanno deciso di sfruttare le tecnologie digitali per creare Enviromate, un mercato peer-to-peer che connette domanda e offerta e allunga il ciclo di vita di avanzi e materiali riutilizzabili.

Si tratta di una piattaforma aperta a tutti, dai costruttori ai patiti del fai da te. Permette di comprare e vendere indipendentemente dalle quantità: possono essere messe in vendita o regalate piccole quantità di vernice oppure interi pallet di mattoni, legname o tegole. Tramite Enviromate, dal 2015 a oggi, oltre 8.000 tonnellate di materiali sono state rimesse sul mercato – e tenute fuori dal flusso dei rifiuti – per un valore lordo delle merci scambiate (gross merchandise value) vicino al milione di sterline. 

 

 

A Enviromate ci si può registrare gratuitamente (profilo Free) o a pagamento (profilo Premium a 9,99 sterline all’anno). Il profilo Premium permette di ottenere sconti esclusivi da parte dei partner, caricare un numero illimitato di immagini e inserire tre annunci al mese che vengono promossi gratuitamente. Una volta iscritti, è possibile esplorare gli oggetti disponibili a livello locale o nazionale sul mercato e mettersi in contatto con gli altri membri tramite un sistema di messaggistica. Altrettanto semplice è il meccanismo per vendere: si carica sulla piattaforma una foto dell’oggetto, si inseriscono una descrizione e il prezzo richiesto. Se l’articolo non è venduto subito, la funzione Enviromate Ad Bump riporta l’annuncio in alto nelle ricerche per aumentare le probabilità di vendere l’articolo. Parallelamente si possono anche creare annunci ad hoc rivolti alla comunità nel caso si cerchi un materiale non presente tra quelli elencati sulla piattaforma.

Al normale marketplace si affianca Enviromate Donate, un’area separata in cui associazioni a scopo benefico e/o comunità stilano una lista di materiali di cui hanno bisogno per determinati progetti. Dal lancio della piattaforma oltre 20 progetti in tutto il Regno Unito hanno ricevuto donazioni di avanzi da parte di aziende edili britanniche.

Enviromate ha aiutato Rebuilt4U, una no profit, a rigenerare strutture abitative dismesse e a fornire alloggi a prezzi accessibili in alcune delle aree più disagiate del Regno Unito. Un’altra associazione ha utilizzato eccedenze di vernici, recuperate grazie a Enviromate, per creare servizi multi-sensoriali rivolti a bambini e giovani con bisogni speciali. Infine, terriccio proveniente da un intervento di edilizia locale è stato utilizzato nell’ambito di coltivazioni agricole di una comunità.

Sfruttando le potenzialità sia della tecnologia digitale sia della sharing economy, Enviromate riesce a tenere i materiali riutilizzabili fuori dal flusso di rifiuti. Il valore non è distrutto, è preservato e, in ultimo, creato condividendo risorse materiali non utilizzate. 

Un modello efficiente che riduce la necessità di estrazione di nuove risorse naturali nel settore edilizio e va incontro anche alla nuova sensibilità di alcuni consumatori che sempre più guardano ai benefici dei mercati secondari come fattori di sostenibilità. Ciò sta portando alla crescita di nuove generazioni di servizi e mercati e alla transizione a un modello più prosperoso, ma meno focalizzato sullo sfruttamento di materie prime.

 

 

Info

www.enviromate.co.uk

  


  

Intervista a Reiss Salustro-Pilson, fondatore di Enviromate

di A. I. T.

 

Perchè Enviromate è una piattaforma rivoluzionaria

 

Trasformare rifiuti edilizi in risorse. È un modello applicabile ad altri settori industriali?

“Assolutamente sì. Il modello del marketplace e i mercati secondari sono fattori chiave della sostenibilità e della circolarità. Possono preservare il valore e mantenere le risorse fuori dalla discarica. Basta guardare cosa eBay ha fatto per molti anni per aumentare il ciclo di vita del prodotto, orizzontalmente tra diversi settori e prodotti. Una piattaforma settoriale specifica, orientata verticalmente al mercato, può esercitare un effetto dirompente su un’industria o un settore, riuscendo a modificare la società e promuovendone la crescita. Credo, per esempio, che questo modello si adatti molto bene anche al settore elettronico e al tessile.

Oggi per rispondere alle sfide in corso c’è bisogno di soluzioni dirompenti e rigenerative, ma che siano sostenibili per fronteggiare l’esaurimento delle risorse naturali, ridurre la povertà, combattere le disparità di reddito, garantire l’accesso ad acqua pulita e proteggere le specie in pericolo. Reinventare le aziende oggi esistenti è normale, un nostro naturale progresso umano. È però necessario cambiare e dirigersi verso un mondo collaborativo che ridefinisca le norme attuali e dove l’economia possa svilupparsi nel rispetto del pianeta e delle persone.”

 

Quali saranno gli elementi fondamentali di questo cambiamento?

“Sicuramente la tecnologia sarà di fondamentale importanza. Dobbiamo usarla e inglobarla nelle nostre attività per sfruttare le risorse in modo etico e sostenibile e ispirare gli altri a fare altrettanto. Un altro elemento cardine di questa transizione sarà l’istruzione: servirà a cogliere le opportunità presenti e a formare i futuri agenti del cambiamento e i pionieri di cui questo mondo ha bisogno. Il cambiamento arriverà da noi stessi solo quando ci renderemo conto che questo pianeta può essere un luogo prospero per tutti.”

 

Qual è stato l’ostacolo più grande per la creazione di Enviromate?

“Una delle maggiori sfide per qualsiasi start-up è acquisire consapevolezza del proprio target di mercato, tanto più che spesso si lavora con budget ed esperienza limitati. Inoltre, sviluppare un mercato economico come Enviromate ha la sfida aggiuntiva di dover bilanciare offerta e domanda già nei primi stadi, la classica situazione dell’uovo e della gallina. Bilanciare domanda e offerta rende imperativo il bisogno di raggiungere presto una massa critica, assicurando, al tempo stesso, che la piattaforma possa adeguarsi in tempo reale per far fronte a questa fase di crescita. Siamo riusciti a superare questi ostacoli non solo con molto lavoro, ma anche con un’etica positiva, senza lasciare che le avversità deteriorassero il nostro interesse e il desiderio di determinare con la nostra attività un impatto positivo sull’ambiente.”

 

Puntate a espandervi anche fuori dal Regno Unito?

“Il nostro obiettivo immediato è puntare sulla scalabilità e raggiungere una massa critica nel Regno Unito. Ma presto Enviromate sarà rilasciato e si espanderà anche in altri paesi, inizialmente negli Stati Uniti e in Europa. In questo modo prenderà consistenza la nostra mission di creare un mercato globale che mantiene le risorse materiali in circolazione.”