Materia Rinnovabile numero 17 / luglio-agosto

Cambiano le regole su Reach e rifiuti

di Francesco Petrucci

La via per una autentica economia circolare che promuova azioni per reimmettere nel ciclo economico i materiali giunti a fine vita passa attraverso regole europee certe e chiare nel difficile equilibrio tra sviluppo economico e tutela dell’ambiente.

Le norme europee, i documenti interpretativi e le linee guida operative sono indispensabili strumenti per decisori nazionali, imprese e cittadini che non possono prescindere dalla conoscenza delle “regole del gioco” per operare efficacemente nel Mercato Unico.

In questa nuova Rubrica aggiorneremo i Lettori sulle novità europee che possono essere di interesse per gli operatori dell’economia circolare. 

Mentre l’Estonia dal 1° luglio 2017 si è insediata alla presidenza semestrale del Consiglio dell’Unione europea (formato dai vari Ministri competenti per materia) e il ministro dell’Ambiente estone ha annunciato che la sua sarà una presidenza che spingerà su eco-innovazione e finanza sostenibile, i rappresentanti delle istituzioni europee (Parlamento, Consiglio e Commissione) discutono per trovare un accordo sulla bozza del “pacchetto economia circolare” che contiene le modifiche alle direttive europee sui rifiuti, già approvato il 14 marzo 2017 dal Parlamento. Il documento rappresenta la vera sfida da portare a termine entro fine anno, anche se le posizioni dei vari Stati membri sono ancora piuttosto distanti, almeno da quanto è emerso dall’indagine dell’European Environment Bureau diffusa il 16 maggio 2017.

Sulla economia circolare il Parlamento Ue pare più sensibile del Consiglio come da ultimo mostrato nel documento del 4 luglio 2017 diretto a Consiglio e Commissione “Una vita utile più lunga per i prodotti: vantaggi per consumatori e imprese”. Per il Parlamento Ue occorrono azioni concrete per sostenere prodotti riparabili e incoraggiare una progettazione che ne aumenti la durata.

Il miglioramento della progettazione dei prodotti passa anche attraverso sistemi di certificazione europea, ma le aziende si mostrano poco sensibili in tal senso come dimostra lo scarso uso del marchio di qualità ecologica Ecolabel Ue che secondo un documento della Commissione del 30 giugno 2017 risulta poco diffuso in Europa.

Intanto i consumatori europei dal 2019 avranno elettrodomestici con etichette sul consumo energetico più efficaci e facili da capire con l’approvazione del regolamento 4 luglio 2017, n. 2017/1369/Ue, in vigore dal 1° agosto 2017 ma pienamente operativo dal 1° gennaio 2019 che sostituisce la storica direttiva 2010/30/Ue, mentre le imprese che producono o commerciano sostanze e miscele pericolose sono gravati da nuovi obblighi a tutela dell’ambiente. Dal 1° giugno 2017 infatti tutte le sostanze e miscele immesse sul mercato europeo devono avere l’etichettatura conforme a quella stabilita dal regolamento 1272/2008/Ce, il quale inoltre “cambierà faccia” dal 1° dicembre 2018 per effetto delle novità apportate dal regolamento 2017/776/Ue.

In questi ultimi mesi inoltre le aziende produttrici o importatrici di sostanze chimiche soggette alle regole del cosiddetto regolamento 1907/2006/Ce “Reach” (acronimo di Registration, Evaluation, Authorisation of Chemicals) si trovano ad affrontare nuovi obblighi. Dal 18 maggio 2017 sono scattati venti nuovi metodi di prova per determinare le proprietà fisico-chimiche, la tossicità e l’ecotossicità delle sostanze chimiche (regolamento 2017/735/Ue), mentre 12 ulteriori sostanze chimiche sono state incluse negli obblighi di autorizzazione previsti dalla disciplina (regolamento 2017/999/Ue).

Classificare correttamente un rifiuto è molto importante al fine di una gestione in regola da parte delle imprese. Per questo è di grande rilevanza la novità recente sulle caratteristiche di pericolo dei rifiuti. Il regolamento del Consiglio Ue 2017/997/Ue ha sostituito la classificazione “HP 14 Ecotossico” contenuta nella direttiva rifiuti 2008/98/Ce. Per dare modo alle imprese e Autorità di adeguarsi alla importante novità la nuova caratteristica sarà applicabile dal 5 luglio 2018.

Il mercurio è una delle sostanze chimiche più pericolose per l’ambiente e la salute umana. Fa dunque piacere l’arrivo del regolamento 2017/852/Ue del 17 maggio sulle condizioni per l’uso, lo stoccaggio e il commercio del mercurio che dal 1° gennaio 2018 manderà in pensione lo “storico” regolamento del 2008. 

Sempre a proposito di “lotta al mercurio” l’Unione europea ha ratificato il 18 maggio 2017 la Convenzione Onu di Minamata sul mercurio che ha l’obiettivo di eliminare le emissioni globali di mercurio di origine antropica. La prima riunione dei firmatari della Convenzione si terrà a Ginevra dal 24 al 29 settembre 2017.

Chiudiamo col passo indietro sull’efficienza energetica. Il Consiglio Ue del 26 giugno 2017 nell’approvare la proposta di modifica della direttiva 2012/27/Ue ha bocciato il target obbligatorio del 30% al 2030 proposto dalla Commissione europea, l’obiettivo resta facoltativo per i 28 Stati membri. Vedremo se il Parlamento europeo che dovrà discutere e approvare il testo sarà d’accordo. 

 

Francesco Petrucci, in collaborazione con Rivista “Rifiuti – Bollettino di informazione normativa” e Osservatorio di normativa ambientale su www.reteambiente.it