Materia Rinnovabile numero 18 / settembre-ottobre

I cavalli preferiscono la gomma

di D. Z.

Realizzato in Umbria il primo campo di lavoro equestre dove al posto della sabbia sono stati usati 30.000 chilogrammi di granuli di gomma ottenuta da pneumatici fuori uso. Con vantaggi per l’ambiente e la salute degli animali.

 

Dalle ruote delle automobili agli zoccoli dei cavalli, il passo è più breve di quanto si possa immaginare. Ad avvicinarli oggi un progetto che – grazie a un’innovativa applicazione della gomma riciclata degli pneumatici fuori uso (Pfu) – riesce a fondere l’economia circolare al benessere animale.

 

Il centro ippico di Orvieto

A Orvieto, nel cuore verde dell’Umbria, la partnership tra Ecopneus – tra i principali responsabili della gestione degli pneumatici fuori uso in Italia – e Uisp (Unione italiana sport per tutti) ha dato vita al primo campo di lavoro per cavalli interamente realizzato in gomma riciclata. Un piano ambizioso che ha un duplice obiettivo: ridurre l’insorgenza di patologie articolari e respiratorie nei cavalli e stimolare nuovi ambiti di applicazione della gomma riciclata nel settore equestre. Le tradizionali pavimentazioni normalmente utilizzate in questi contesti, infatti, sottopongono le articolazioni degli animali a eccessive sollecitazioni e affaticamento muscolare. Inoltre l’installazione di piastre in gomma all’interno dei box e dei camminamenti riduce il rischio di pericolosi scivolamenti. Non solo: con questa soluzione i materiali da lettiera vengono quasi totalmente eliminati, facilitando le operazioni di pulizia e aumentando l’igiene e la salubrità degli ambienti.

Un vantaggio significativo, visto che una delle patologie respiratorie più frequenti negli equini e negli addetti ai lavori è legata alla silicosi, dovuta all’inspirazione delle micro-polveri di sabbia che si sollevano durante l’attività nei campi all’aperto. Grazie al progetto Ecopneus-Uisp, nel campo di lavoro esterno del centro ippico “Happy Horse” di Orvieto la sabbia è stata sostituita con oltre 30.000 kg di granulo di gomma riciclata “nobilitato”, ovvero rivestito da resine poliuretaniche colorate, in questo caso di colore marrone: un processo che impedisce l’eccessivo riscaldamento del materiale, lo preserva dagli agenti atmosferici e conferisce al prodotto un aspetto estetico più naturale. Sotto lo strato di granuli è stato realizzato anche un sottofondo di circa 2.500 piastre in granuli di gomma stampata, che hanno portato il totale di gomma riciclata impiegata nel centro a oltre 80.000 kg: un peso equivalente a quello di circa 9.000 pneumatici utilizzati sulle nostre autovetture. La gomma riciclata è stata fornita da due aziende partner di Ecopneus per la frantumazione dei Pfu, la Steca di Fermo e la Tritogom di Cherasco (Cuneo), mentre il campo è stato realizzato dall’azienda Promix di Bonate Sotto (Bergamo).

 

 

Dalla Francia all’Italia

L’idea di utilizzare i prodotti in gomma per le aree esterne dei centri equestri è stata presa dal nord ovest della Francia, in un maneggio di Nantes. Ecopneus e Uisp hanno deciso non solo di importare la soluzione, ma di adattarla al contesto italiano, aggiungendo la “nobilitazione” del granulo di gomma e rendendolo ancora più adatto all’uso finale. Ora un’equipe di ricercatori del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia, guidati da Francesco Porciello, condurrà a Orvieto un progetto di ricerca con l’obiettivo di confermare i vantaggi già emersi in un analogo studio condotto a Nantes. In ogni caso, le prime impressioni raccolte fra gli addetti ai lavori sono più che incoraggianti: grazie all’utilizzo del granulo di gomma, le dispersioni di polveri nell’aria sono diminuite a punto che il campo non necessita di essere bagnato prima dell’utilizzo, mentre sembra evidente come i cavalli riescano a muoversi in maniera più confortevole sulle piastre in gomma che sui tradizionali pavimenti rigidi in calcestruzzo.

Fabrizio Rueca, responsabile degli studi sulle problematiche respiratorie dell’Ateneo umbro, spiega come la collaborazione con Ecopneus e Uisp si muova in due direzioni: “Lo studio prevede campionamenti ambientali effettuati dall’Istituto di medicina del lavoro, attraverso rilevatori di polveri posti sugli istruttori, sui cavalieri e nell’ambiente. La parte veterinaria, invece, prevede l’esecuzione di endoscopie dell’apparato respiratorio con lavaggio bronchiolo-alveolare per la ricerca di segni di infiammazione cronica; i cristalli di silicio presenti nella sabbia possono, infatti, dare luogo a patologie respiratorie croniche, le silicosi, che sono state descritte sia nell’uomo sia nel cavallo”. 

I primi risultati della ricerca saranno illustrati da Ecopneus e Uisp a Fieracavalli di Verona dal 26 al 29 ottobre, uno dei principali appuntamenti internazionali per il mondo equestre, dove, inoltre, circa venti box e camminamenti saranno pavimentati con piastre prefabbricate in gomma e dove verrà anche installato un campo di lavoro interamente realizzato in gomma riciclata su cui si svolgeranno tornei e attività.

 

 

Alla ricerca di nuove applicazioni

Ogni anno Ecopneus gestisce circa 250.000 tonnellate di pneumatici fuori uso, l’equivalente in peso di 27 milioni di pneumatici da autovettura: una mole enorme di prodotti a fine vita che viene poi avviata a recupero di materiale o di energia. Anche se, avendo un potere calorifico superiore a quello del carbone, i Pfu vengono utilizzati per alimentare centrali elettriche e cementifici, l’ambito più interessante – peraltro espressamente incentivato dalla normativa comunitaria – è decisamente quello del recupero di materiale, grazie al quale gli pneumatici tornano a nuova vita e vengono trasformati in nuovi prodotti.

“L’intervento di Orvieto – sottolinea il Direttore generale di Ecopneus, Giovanni Corbetta – sintetizza il nostro approccio allo sviluppo dei mercati delle applicazioni della gomma riciclata da Pfu. Siamo partiti dalle analisi di esperienze internazionali, abbiamo studiato le ricerche scientifiche condotte sul campo, le abbiamo adattate alla realtà del mercato italiano, migliorandone inoltre anche alcuni aspetti e le abbiamo poi realizzate mettendo insieme le migliori competenze nei rispettivi settori: medicina veterinaria, enti di promozione sportiva ed aziende dell’economia circolare italiana. Il nostro obiettivo è quello di consolidare quelle applicazioni in cui la gomma riciclata può rappresentare un vero e proprio elemento di svolta rispetto altri materiali analoghi. È il caso del settore equestre, dove il beneficio è mettere a disposizione un materiale pregiato che in questo contesto genera notevoli vantaggi”.

 

 

Attualmente il settore dello sport nel suo insieme assorbe oltre il 40% della gomma riciclata della filiera Ecopneus: campi da calcio in erba sintetica di ultima generazione, superfici sportive indoor e outdoor per basket, volley e pallamano, playground e campi di lavoro per l’equitazione, già beneficiano delle sue proprietà elastiche, ammortizzanti, antitrauma e di resistenza. Rispetto al recupero energetico, il recupero di materia resta la via maestra da seguire; non solo per le indicazioni che arrivano da Bruxelles, ma perché la gomma riciclata può concretamente fare la differenza rispetto altri materiali analoghi in termini di costi, di impatti occupazionali e di sostenibilità ambientale. 

Ma, al di là del settore sportivo, ci sono anche altre applicazioni della gomma riciclata – dagli asfalti modificati agli isolanti acustici, fino a elementi di arredo urbano come dossi, rallentatori e attraversamenti – che rispondono ai requisiti richiesti dal Green public procurement (Gpp), gli acquisti verdi della pubblica amministrazione. Non a caso da tempo Ecopneus sta lavorando con i ministeri competenti per definire i Criteri ambientali minimi (Cam) che possano incoraggiare le amministrazioni ad acquisti verdi di tali materiali; la spinta decisiva al consolidamento del mercato dei prodotti in gomma da riciclo passa inevitabilmente anche da qui: solo in questo modo sarà possibile avvicinarsi alla soglia del 100% di recupero di materia. 

 

 

Info

www.ecopneus.it