Materia Rinnovabile numero 18 / settembre-ottobre

La circolarità viaggia su due ruote

di Emanuela Rosio

Per il secondo anno Ride Green ha reso il Giro d’Italia più sostenibile. Comunicando – tappa dopo tappa – una nuova cultura ambientale che permette di rinnovare i materiali. E premiando i Comuni che hanno fatto meglio la raccolta differenziata.

 

Con il contributo di Luigi Bosio – responsabile Ufficio Tecnico, Erica Soc. Coop.; Roberto Cavallo – AD di Erica Soc. Coop. e Andrea Pavan – project manager Ride Green per Erica Soc. Coop.

 

È ormai da 100 anni che il Giro d’Italia percorre le strade del nostro paese raccontando, con immagini uniche e con più efficacia di tante parole scritte, gli italiani e l’Italia di oggi. 

Ancora oggi quando passa il Giro d’Italia si attivano Comuni, volontari, comitati, aziende, squadre sportive. Migliaia di persone si incontrano lungo il suo percorso, mentre milioni sono quelle che da ogni parte del mondo vedono il nostro paese grazie alle dirette televisive, al prezioso lavoro dei social network e ai media di Rcs Sport, organizzatore dell’evento.

Il Giro d’Italia, dall’edizione del 2016, ha iniziato a raccontare una storia nuova: quella di un’Italia sostenibile e attenta all’ambiente, in grado – anche in occasione di grandi eventi – di non sprecare e di avviare al riciclo i rifiuti prodotti. Soprattutto una storia che vuole comunicare una nuova cultura ambientale, dove i materiali si rinnovano e aumentano di valore. Una storia di oggetti nuovi realizzati dal materiale raccolto e riciclato, come per esempio la storia delle stesse biciclette in alluminio prodotte con le lattine recuperate.

 

 

A partire dal 2016 Rcs Sport ha scelto un partner – la cooperativa Erica, acronimo che sta per Educazione, Ricerca, Informazione, Comunicazione ambientale – per il progetto Ride Green, volto ad aiutare gli organizzatori del Giro d’Italia a rendere le tappe più leggere e sostenibili, partendo dalla scelta dei materiali utilizzati e dall’organizzazione delle raccolte differenziate lungo tutto il percorso, in particolare nelle aree partenze e arrivi. 

A fine maggio 2017, a Milano, non solo si è conclusa l’edizione numero 100 del Giro, ma anche una “competizione” tra i comuni che hanno ospitato il Giro e che si sono sfidati sul tema delle raccolte differenziate. Una piccola gara che ha visto i tecnici di Erica pesare tutti i giorni i materiali – tappa per tappa, comune per comune, dalla Sardegna alla Lombardia – e conteggiare la quantità di raccolta differenziata fatta in occasione del passaggio del Giro. La storia di Ride Green è fatta anche di piccoli gesti compiuti ogni giorno dai tifosi, dagli stessi ciclisti e dagli organizzatori. 

 

I Comuni premiati nell’evento finale a luglio 2017

Partenze

Terzo: Tortolì con l’83% di raccolta differenziata.

Secondo: Castrovillari con l’84% di raccolta differenziata. 

Primo: Forlì con il 90% di raccolta differenziata. 

Arrivi

Secondo: Tortona 90% di raccolta differenziata. 

Primo: Canazei con il 93% di raccolta differenziata. 

Sono inoltre state assegnate alcune menzioni speciali ai Comuni che si sono impegnati in modo particolare a supporto di Ride Green:

  • Il Comune con più volontari: Reggio Calabria. 
  • Il Comune con il miglior progetto di integrazione sociale: Reggio Emilia (per la partecipazione dei rifugiati come volontari grazie al coinvolgimento di una cooperativa sociale che li accoglie).
  • Il Comune con il maggior coinvolgimento della società di gestione: Milano con Amsa.

 

 

Le parole chiave di Ride Green 

L’idea

L’idea di partenza del progetto è stata semplice: i rifiuti devono stare al centro delle aree dove ci sono i ciclisti, gli sponsor, le autorità. Le eco-isole con i contenitori per la raccolta differenziata devono essere visibili: anche nelle foto, in tv, perché non contengono rifiuti, ma materiali da avviare a nuova vita. Quindi più sono visibili e facili da utilizzare, più il servizio è efficace. Se all’inizio questa proposta ha sollevato un certo stupore, alla fine i responsabili della logistica, lavorando sulle piantine delle aree hospitality e degli open village, sono riusciti a posizionare i contenitori anche nelle aree più esclusive. Inoltre, grazie anche alla progettazione dei partner tecnici, sono stati prodotti contenitori di varie dimensioni, adatti al contesto e con il logo di Ride Green, in grado di favorire la riconoscibilità della tipologia di materiali raccolti. Lo staff di Erica si è occupato dell’allestimento in ogni tappa, in ogni villaggio di arrivo e in ogni area partenza. Il resto lo hanno fatto i volontari coinvolti in ogni città dai Comitati Tappa e dalle amministrazioni, disponibili a aiutare chi aveva un dubbio su dove mettere un materiale.

 

Le persone

Fondamentale è stata la collaborazione dei Comuni e delle aziende che gestiscono il servizio di igiene urbana, che hanno garantito l’avvio al riciclo dei materiali raccolti durante l’evento. Il confronto con i partner locali è iniziato prima, spiegando loro il progetto e comprendendo come erano organizzate le raccolte differenziate in ogni comune, quindi definendo il posizionamento dei contenitori per renderli sì visibili, ma senza creare intralcio al passaggio dei mezzi. Non è stato difficile, con l’aiuto dei Comitati di Tappa e dei Comuni stessi, coinvolgere volontari che spiegavano come fare una corretta raccolta differenziata agli appassionati di ciclismo che affollavano gli spazi delle partenze e degli arrivi, rimanendo a fianco delle eco-isole per l’intero evento.

 

 

Il progetto

Il servizio è stato studiato dai tecnici di Erica in base alle analisi degli input (tipologie di sampling distribuiti dagli sponsor e dalla carovana, prodotti usa e getta utilizzati per il catering ecc.) e dei servizi di raccolta differenziate attivi nei comuni toccati dalla manifestazione. I due elementi hanno determinato la scelta del tipo di contenitori, la loro numerosità e distribuzione, finalizzando la raccolta ad un effettivo avvio al riciclo dei materiali. I contenitori scelti (realizzati da Eurosintex appositamente per l’evento Giro d’Italia numero 100) sono stati poi accorpati in eco-isole nelle aree dell’open village e dell’hospitality e dotati di informazioni in più lingue – sulla tipologia di materiali conferibili in ciascuno. Inoltre un operatore della cooperativa o un volontario si occupavano della sostituzione dei sacchi una volta pieni e il loro trasferimento al luogo di stoccaggio concordato con il Comune. Per il catering, grazie all’accordo e al sostegno di Novamont S.p.A. che ha supportato il progetto per il secondo anno consecutivo, sono state utilizzate stoviglie biodegradabili e compostabili in Mater-Bi, conferibili nella raccolta differenziata dell’organico e dunque avviate al compostaggio insieme agli scarti organici stessi. I materiali plastici sono invece stati avviati al riciclo anche grazie al sostegno di Corepla alla manifestazione, così come tutti gli altri materiali differenziati.

 

 

La comunicazione

La comunicazione del progetto Ride Green è stata studiata utilizzando varie tipologie di media e new media. Il progetto è partito con una conferenza stampa per il lancio e la presentazione dei partner a Milano e si è concluso con la premiazione dei tre migliori Comuni in termini di risultati di raccolta differenziata, nella categoria partenze e arrivo di tappa e con tre menzioni speciali. Durante il Giro d’Italia la comunicazione si è focalizzata soprattutto sui social fornendo ogni giorno i dati di Ride Green (quantitativi di raccolta differenziata tappa per tappa) nel comunicato stampa “Buongiorno Giro” con le notizie più significative della giornata precedente. I social sono inoltre stati popolati da notizie più pop come le immagini dei personaggi che sono stati testimonial del progetto nelle aree esclusive. Un grande contributo nella comunicazione è stato dato da Ricicla tv che ha seguito il progetto diffondendo reportage realizzati durante l’evento e un video finale con le interviste ai principali protagonisti della corsa. 

La società Sabox, uno dei partner del progetto 100% Campania, ha realizzato in cartone totalmente riciclato i pannelli informativi per le eco-isole del village, sottolineando così il messaggio che quanto viene correttamente raccolto può avere una seconda vita. Ciò vale tanto più per la carta che è il materiale più prodotto nel corso di eventi come questo: chiudere la filiera con supporti in cartone riciclato consente di dare un messaggio importante sull’effettivo riciclo. Infine, ma non ultimo, la raccolta differenziata è diventata un gioco che ha occupato spazi nelle fasi di animazione in attesa delle partenze e degli arrivi dei ciclisti, coinvolgendo il pubblico in un gioco in cui si doveva dimostrare di saper fare correttamente la raccolta differenziata. 

 

I risultati

Durante le 21 tappe del 100° Giro d’Italia, sia in partenza che in arrivo, lo staff di Erica composto da sette persone insieme ai volontari ha pesato i materiali raccolti, fornendo per ogni tappa i dati dei quantitativi di organico, carta e cartone, plastica, vetro e rifiuto non riciclabile. In tabella il risultato finale della raccolta differenziata durante tutta la manifestazione, con il dettaglio sulla quantità di rifiuto e la percentuale per ogni frazione.

 

Il futuro

Se nel 2016 il progetto Ride Green è stato una scommessa, nel 2017 è diventato una conferma, con risultati in crescita e un gruppo affiatato che ha portato avanti l’iniziativa giorno per giorno. Ma per aumentare la sostenibilità di un evento come il Giro d’Italia si possono fare ancora molte cose, lavorando sulla riciclabilità degli input, sulla riduzione dei rifiuti, sul risparmio energetico e la mobilità sostenibile. E soprattutto molto può ancora essere fatto per utilizzare il Giro come veicolo per messaggi ambientali, come lo stesso Ministero dell’Ambiente che ha patrocinato Ride Green, ha suggerito. La promozione delle buone pratiche ambientali e il coinvolgimento del territorio resteranno, dunque, le parole d’ordine anche per l’edizione 2018 di Ride Green. 

 

 

Info

www.giroditalia.it/it/ridegreen

www.cooperica.it