Materia rinnovabile

IL PROGETTO
"MATERIA RINNOVABILE"

Se la materia diventa rinnovabile, se è possibile usarla e riusarla all’infinito, allora si aprono opportunità che il mondo produttivo non ha finora avuto a disposizione. La nozione di Materia rinnovabile dà un’impronta nuova alle strategie industriali per il futuro e completa la svolta avviata dal diffondersi dell’Energia rinnovabile. Per potersi realizzare in concreto, questa nozione va diffusa, supportata con idee nuove e politiche coraggiose, trasformata in strumenti concreti che aiutino lo scambio internazionale delle esperienze. Per questo Edizioni Ambiente ha deciso di realizzare questa rivista.

Le scelte di fondo

Materia Rinnovabile non è solo una testata giornalistica: è soprattutto un sistema di rapporti e di idee che lega tra loro imprese, istituzioni, esperti e opinion maker. Vuole essere un prodotto collettivo, nel quale i principali protagonisti della svolta in corso collaborano con la Rivista per individuare insieme le questioni più delicate e le innovazioni più significative che disegnano il nuovo scenario.

Grazie a questa solida alleanza con i suoi Partner, Materia Rinnovabile è un prodotto gratuito, a disposizione degli operatori e del pubblico interessato sia in lingua inglese che in lingua italiana. Tutti i materiali della Rivista e tutta la documentazione complementare sono presenti nei siti inglese e italiano, dove possono essere effettuati i download dei diversi formati disponibili. Agli utenti è solo richiesto di registrarsi nel network di Edizioni Ambiente per consentire il monitoraggio del pubblico della Rivista e l’efficienza della comunicazione.

Materia Rinnovabile è disponibile in formati diversi per essere fruibile con la massima facilità in ogni situazione. In particolare:
– Formato su carta nelle due versioni, italiana e inglese (Questo formato è l’unico che richiede un prezzo di acquisto).
– Formato html, all’interno dei siti inglese e italiano
– Formato “sfogliabile”
– Formato pdf, scaricabile dai siti (previe registrazione)
– Formato ePub (leggibile da tablet e smartphone), scaricabile dai siti (previe registrazione gratuita).

La scelta di un titolo più suggestivo che rigoroso - Materia Rinnovabile – è stata fatta per evitare di cadere nei recinti chiusi delle varie scuole di pensiero (Bioeconomy - Circular Economy - Sharing Economy - Blue Economy - Green Economy ecc.). Il nostro compito è essere testimoni di una svolta radicale in corso, quella che riguarda l'economia dei flussi di materia, accogliendo le teorie, le idee, le contraddizioni, le innovazioni, i dibattiti e le esperienze concrete che stanno disegnando il nuovo scenario. Non sostenendo un solo modo di vedere la questione, la rivista accoglie tutte le visioni che hanno dignità scientifica o concretezza industriale. Ma poiché è schierata per la sostenibilità, cercherà sempre di far emergere nel tempo gli orientamenti che meglio rappresentano questo obiettivo.

Cosa si intende per “Materia Rinnovabile”

Parlare di Materia Rinnovabile significa considerare i materiali coinvolti nella produzione come un flusso continuo, nel quale i singoli prodotti non sono altro che fasi transitorie di trasformazione della materia, che non devono pregiudicare la continuità del flusso stesso. Fino ad oggi la produzione industriale ha prevalentemente "sfruttato" i materiali e il territorio, considerando questo consumo come una condizione inevitabile dello sviluppo, rispetto alla quale potevano essere attuate solo strategie "difensive", volte a stabilire regole e condotte per limitare i danni ambientali. L'approccio della Materia Rinnovabile valuta invece i materiali e il territorio come risorse permanenti, come un "patrimonio" naturale di base che, in quanto tale, non deve essere intaccato, ma del quale è invece possibile sfruttare intelligentemente "le rendite". Su quali flussi di materia si può operare per ottenere "rinnovabilità"? Ovviamente su tutti, ma possiamo distinguere tre ambiti che presentano caratteristiche molto differenti. Parliamo di materie prime di base (commodities), biomateriali e rifiuti.

Le materie prime di base e il loro uso sono ovviamente il cuore del problema. Il loro flusso traccia l'andamento dell'economia e della distribuzione dei redditi, oggi reso più complesso dalla mondializzazione e finanziarizzazione dei mercati. Ed è uno scenario in continuo mutamento, nel quale la recente tendenza a sostituire i prodotti con i servizi (cioè, ad esempio, fornire beni come l'automobile o la fotocopiatrice in uso anziché in proprietà) può trasformare radicalmente l'economia dei materiali. Il tema va analizzato e monitorato con la massima attenzione perché da esso dipende la praticabilità stessa di ciò che chiamiamo sviluppo sostenibile

I biomateriali. Si tratta di materiali che provengono dal mondo organico (ad esempio da prodotti agricoli) e come tali sono rigenerabili in tempi biologici relativamente brevi, tanto da poter essere definiti "rinnovabili". Data la loro origine, questi materiali possono anche essere biodegradabili, riducendo così enormemente il loro impatto sull'ambiente quando giungono a fine vita. In altre parole, costituiscono una miniera inesauribile, a basso impatto ambientale che, grazie all'innovazione tecnologica, può divenire fonte di approvvigionamento per una molteplicità di settori industriali, concorrendo vantaggiosamente nel mercato delle materie prime classiche.

I rifiuti. Il fatto che un rifiuto non sia altro che "una risorsa messa nel posto sbagliato" assume una evidenza sempre più misurabile in termini monetari. Pertanto è evidente che l'enorme flusso di materiali che si trasforma in rifiuti non può andare sprecato e deve essere valorizzato in qualche forma. Ma come? Gli approcci sono i più diversi. Se a monte si è pensato a produrre, generando rifiuti, senza occuparsi di quale uso quei "rifiuti" potrebbero avere, allora ogni operazione di valorizzazione e recupero degli scarti diventa molto difficile. Se invece chi genera il prodotto prevede una strategia efficiente per gli scarti, la quantità di materia sprecata diventa minima. Ci sono quindi rifiuti che, attraverso trattamenti appropriati, tornano ad esprimere le prestazioni delle materie prime, e altri che possono solo essere recuperati grossolanamente, o addirittura destinati a recupero energetico o smaltimento. In questa forbice si colloca la Materia Rinnovabile nei rifiuti.